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martedì, dicembre 25, 2007

Natale

Come ho ucciso il Natale,come ho salvato il Natale

Come ogni anno,come una spada
spaventevole,spaventandomi
la festa mesta,la festa persa
come odio d'ipocrisia
come rimpianto di solitudine.

Così lo uccido,ancora
negandomi alla corsa al regalo
al forzato pensiero,saluto
omaggio dovuto
falsità obbligata.

Con un nuovo impeto
differenza cercata
naturalità personale
scambio puro
almeno tentato,sincero.

Così mi son salvato
così l'ho salvato
rinato,inventato
il Mio Natale
niente più,niente meno.

domenica, febbraio 25, 2007

Sogno Ep.2

Una volta sentito chiedere il mio numero,chiedo al bibliotecario barbuto un titolo di Verne e sentendo che parlo in Italiano,questi si illumina,si eccita e mi dice: "Finalmente qualcuno della madre lingua! Di dove sei?"
Mi rincuora questa accoglienza e gli spiego della mia provenienza e comincio a raccontargli del mio viaggio.
Ma vengo interrotto,mi dice che non è più orario di richieste per quel giorno,poichè cominciava la pioggia!!
La pioggia?!?
Prima di chiedere spiegazioni,vengo spinto fuori dall'edificio dal ragazzino biondo,che al termine del suo lavoro,deve uscire anche lui e far uscire tutti... sempre più strana la faccenda.
Mentre effettivamente la pioggia scende e le goccie scorrono sulla mia faccia,guardo il cielo plumbeo,sono stupito,inebetito e mi ritrovo non so come,seduto sui gradini del palazzo,col ragazzino al fianco.
Cominciamo a parlare,gli chiedo del suo lavoro.
Mi racconta che deve andare a prendere i volumi ordinatigli,salendo sugli scaffali dei lunghissimi corridoi della biblioteca,ma solo fino ad un certo punto,fin dove la luce glielo permette,oltre non si può addentrare,gli è vietato,vi sono i volumi più antichi,che non sono mai nelle sue comande e che se tentasse di addentrarsi,sarebbe punito severamente.
Nel frattempo si avvicinano di corsa delle persone,in divisa militare,fra le quali una giovane donna dai lunghi capelli ricci che si rivolge come una madre al ragazzino incitandolo a rincasare.
Infatti con un veloce saluto,questi si allontana sotto la pioggia.
Vedo questa specie di task-force stendere dei teloni grigi nell'androne del palazzo e la bionda si siede accanto a me e si complimenta,per il posto riparato che avrei secondo lei trovato...
sempre più confuso,le chiedo cosa stesse succedendo e lei mi chiede di potersi coprire con la mia mantella.
Ma quale mantella? Semplice,la mantella grigia,incerata che è appena apparsa sulle mie spalle! Ovvio....
Si stringe a me e mi dice che anche quel giorno si sarebbero dovuti avventurare nel profondo di quei corridoi,appena avessero avuto l'ordine.
Perchè? Chiedo io...
Per trovarli,risponde lei,per vederli,quegli esseri che sanno tutto su tutto,che non vogliono essere visti,che custodiscono le risposte che vanno difese dalle domande.
E prima che possa chiedere spiegazioni più precise,i boccoli biondi spariscono,il verde di quegli occhi,la bocca che mi dice frasi così sibilline,sparisce.

Porta via

Porta via la mia memoria

Quando mi fermo un fiume scorre dentro
Sono incatenato all’immagine
E il tuo sorriso non è più dolce
Ma corrente che sposta sassi e rompe tutto.

Non è più per me,non è più oggi,ma non mi lascia
Comincio ora a vedere i colori della natura
Ma se mi fermo torni e non vivo più bellezze
Senza pace vanno i miei pensieri.

Portala via,togli la testa,sparisci amata
Tutto non mi basta e non conosco felicità
Muovo montagne,ma non muovo me
Dovrei essere nuovo,invece sono fermo

Portala via,questa memoria
E non farlo più a nessuno
Che un ricordo brutto è come un acido
Inquina tutto e non si sa cosa fare

Portatela via,sono stanco
Posso farcela ugualmente,ma se puoi…
Prendi un addio,bonne chance
Portatela via questa memoria.

giovedì, febbraio 08, 2007

Sogno Ep.1

Ho incominciato a fare un sogno... una storia a puntate.
Mi era già successo,ma sicuramente non così a lungo,non così ricco
di episodi,se così si possono definire...

Mi trovo in una città all'estero,vago per le vie,dopo essere rimasto da solo,i miei compagni di viaggio sono partiti.
Io ho perso un treno,o un volo,non so.

Sono preoccupato,finchè non vedo un edificio antico,una biblioteca.
Intanto il cielo grigio comincia a far cadere una pioggerellina leggera.
Entro nell'edificio e appena al di là di un androne con grandi colonnne e il pavimento di marmo,c'è un bancone in legno,smisuratamente grande.
Intorno a me molte persone giovani,che parlano un'italiano stentato,con accenti diversissimi.
I bibliotecari,tre o quattro,ascoltano le richieste,dietro le loro spalle campeggiano dei cartelli.
Uno di questi dice: "Le domande sono insetti",un'altro riporta una frase in latino che ricordo,perchè era il motto del mio reparto nell'esercito:"Ferro ignique ad excelsa".
Un bibliotecario alto e barbuto,con il volto magro,scavato,fa sua tutta la mia attenzione,sta impartendo ordini ad un ragazzino biondo,con la faccia rotonda e gli occhi spaventati.
Mi sembra si parlino in tedesco,ma non ne sono sicuro.
Avvicinandomi al bancone,noto che tutti intorno a me hanno un bigliettino di carta,con sopra scritto qualcosa,un numero di turno forse.
Vedo la macchina che dispensa quei foglietti,è arrugginita,sembra fosse verniciata di color verde un tempo.
Si tratta di una specie di scatola con un grosso pulsante di ottone,poggiata su uno sgabello di legno.
Lo premo e da una fessura sul lato destro esce un ticket che sembra scritto a mano... 006.

venerdì, gennaio 26, 2007

Bullet-proof Frog,Smoke&Blood




Felino


Sveglio dai pochi sonni veri
Spesso sveglio da sonnolenze attente
Non te lo dico,ma ti guardo
Seduco
I bisogni
La voglia
La sincerità
Fra le fusa
Il piacere
Feroce
La lotta
L'istinto
La fiducia misurata
Sono io solo
Tu sei in più
Il più interessante
Che mi sveglia
Il gioco
Un mistero motivante
Una banalità interessante
Memoria lenta,discutibile
Il calore
Le fusa
Cibarsi,cacciare
Attendere
Credere
Lamentarsi
Nascondersi
Proiettarsi
Fingersi
Scappare
Tornare a non dormire.

giovedì, gennaio 25, 2007

Music mania

Foto dal concerto sul veliero Siora Veronica tenuto dal Luca Donini 4et nel porticciolo di Malcesine. Click per ingrandire.

Delirio magari un pò incongruente,ma lo riporto così com'è venuto,come una discussione appassionata fra me e me o un collage di opinioni,discussioni,raccolte a ruota libera.

Play: dentro,nelle orecchie,entra questo fiume di suoni,che attraversa il cervello..
Play: dentro,dal cervello esce quel fiume di musica cercata,apposita,giusta.
Queste sono le due modalità,i due lettori,la scelta è sempre la stessa: usare la musica.
Ma come usarla? Come un farmaco antidepressivo,un eccitante,una droga,un calmante?
Tutto insieme.
Sembra un controsenso,ma la musica quando scelta è una compagna silenziosa,se non le si pongono
domande,lei non ne fa e dà solo le risposte che vogliamo e magari insegna a cercare.
Una serata passata in compagnia della propria musica preferita è un discorso già progettato,nel bene e nel male.
Ma resta più interattiva delle immagini televisive,poiché è la mente che fa da tubo catodico,schermo,caleidoscopio dei nostri pezzi di memoria e fantasia.
Una voce,il suo timbro,prima ancora di dire qualcosa,si materializza con un’immagine.
Il personaggio triste,il romantico,l’arrabbiato,la fanciulla dolce,quella ribelle,la raffinata,e via…
Un suono,già di per sé,prima ancora di essere legato ad una melodia già ha di che far pensare,immaginare.
Un’orchestra,anche nel senso non classico,di suoni,si lamenta o irrompe,e non ci sono ma e non ci sono se…la facciamo parlare alla nostra testa e le diamo più ascolto che a mille amici e professori.
In ogni forma,soave o fragorosa che sia,lenta o ritmata,la musica è il nostro silenzio,sostituito al silenzio vero che oramai è assai difficile trovare nella nostra quotidianità.
Questo discorso non riguarda chi di musica fa un’attività dilettevole o professionale che tocchi la stessa come espressione intellettuale,non mi interessa,qualità sì,ma parlo di emozioni.
Rifletto sull’argomento esclusivamente per curiosità e stupore rispetto al condizionamento di chi
Usa la musica come un prodotto da scegliere alla bisogna,come detto prima.
Condizionamento a doppio senso,cercando di interpretarsi,attraverso e con la musica.
A chi fa musica,questo testo,ovviamente non è rivolto,non facendone io,non saprei che dire a questi ultimi che non sappiano già o che sia stravolgente.
L’esserne semplicemente fruitore inoltre,credo mi renda più libero di parlare esclusivamente di ciò che mi affascina maggiormente: l’uso che la massa fa della musica.
Mi viene spontaneo di aprire una piccola parentesi polemica: la richiesta di musica delle masse non è reale.
Spiego: musica ce né troppa,perché è divenuta merce da vendere prima,merce da infilare nelle orecchie dopo.
L’unica musica richiesta,reale,resta quella che uno sceglie,da solo di ascoltare,senza nessun altro intorno,senza fini esterni,senza utilizzo meramente commerciale.
La musica che dovrebbe essere di “aggregazione” nei locali non è diversa dalla reclame,dalle sigarette o dall’ultimo cocktail o vestito alla moda
Anche io alle volte,vado ai concerti col pretesto di ascoltare musica,ma è la situazione in realtà che mi attrae,il contesto,ritrovarmi in un microcosmo di miei simili,con gli stessi gusti,le stesse idee.
Ritorna ad essere la musica la compagnia ideale,benevola,talvolta compassionevole,sempre compiacente.
Vero e proprio allucinogeno in momenti di rabbiosa solitudine,fazzoletto e cipolla,anfetamina,mazza.
Una vera e sacra baldracca,pronta,a tutti gli usi.
Sia lodata quella che scelgo,che ricordo e mi ricorda,muta quella che non voglio sentire,quella del soldo,che non so far parlare come dico io,vedete,è l’ultima frontiera,basta piantarci la bandierina ed è tua,l’ultima utopia.
Fermare il tempo per un po’?
Vado via,mi faccio della mia music-mania!

martedì, dicembre 12, 2006

Altre vecchie "espressioni"


Lacrime di vetro

Lacrime di vetro cadono nel vuoto

rompendosi nel nulla
lacrime di vetro scintillano una sola volta.
Fragili sogni infranti
brillano per sempre di luce nera
mille frammenti taglienti come rasoi
sanguinano cadendo.
E cadendo riempiono il vuoto
lo riempiono di grida e sussurri
ripetono nomi e canzoni e canzoni e nomi.
Tagliano il tempo in infiniti momenti
aprono ferite nella memoria
dalla quale esce a fiotti il rimpianto.
Lacrime di vetro che non possono morire
ma solo cadere e cadere...
Lacrime di vetro che non possono uccidere
ma solo ferire e ferire...


lunedì, novembre 27, 2006

Navi fantasma

Navi fantasma

Avvitamenti continui,senza sosta
tentando di tirarsi fuori,restando in se stessi.
Notti fredde,notti calde,notti.
Luci spente,occhi accesi,d'ira,d'amore
alternanze lineari.
Volute di fumo come sentieri instabili che salgono
che si perdono nel nulla della memoria.
Cecità rassegnate,scelte sbagliate.
Codarde solitudini,disperati tentativi e comodi isolamenti
la musica giusta,bottiglie vuote.
Risalire la china per guardare l'abisso.
Cercare aiuto al tramonto
vederlo in fianchi di donna
ipnotici istinti,come droghe.
Orizzonti dissolti,voltandosi per paura.
Scariche di adrenalina a fronteggiare emergenze.
Il fiato sul collo di mostri sempre uguali,immortali.
Invidiare la fortuna di chi dimentica,non ricorda mai.
Rimbombano le risa delle parole vuote fra le catene dell'abitudine.
Vite che che si sfiorano,s'incrociano come rotte mai parallele.
Fiato perso per gonfiare le vele di navi fantasma.

Vivere è come il vento

Vivere è come il vento

Il vento che viaggia sopra tutto e tutti.
E attraversa le reti,sale le montagne solleticandone le vette
passa fra le foglie di ogni albero così come fra i tuoi capelli
spettinati e mai così belli.
agita i panni stesi al sole di una giornata estiva
e porta lontano le divertite grida dei bambini
ma accompagna pure la fredda pioggia di una sera di novembre.
Mi inquieta sovente vivere,come l'ascoltarlo,la notte,urlare sinistro nel camino.
Penso a quando il vento porta in alto i fumosi sospiri di un fuoco
li confonde alle nuvole,così come questa vita confonde le mie emozioni.
Gioca questo vento con le vampe vermiglie che vivono nei bidoni abbandonati
a riscaldare schiere di vagabondi.
Gioca questo vento con le vele delle barche più snob
gonfiandone le tele con l'umana vanità.
Forte e suadente,possiede le dune dei deserti
lasciandole quasi come le pieghe di un lenzuolo,sculture della passione.
Inebria di libertà uomini con le ali
e quelle della fantasia fa volare oltre l'orizzonte.
ci spinge l'uno verso l'altro,il vento,come le onde ad incontrare gli scogli
si che tutto possa nascerne ed allo stesso modo morire.
La morte alla quale non ci si può opporre
il ciclone che strappa gli alberi dalla terra
dopo il quale piangeremo sotto un arcobaleno o staremo già volando.
Ma forse non ne avremo a male se questo volo ci darà risposte sulla vita del vento e sulla mortalità della vita.

venerdì, novembre 10, 2006

Scleriamo? Timoniere! Alla via così!


(Non tutto quel che leggerete è dettato dal Chianti)

Legna scaricata,tanto fuoco pronto... fuoco bello,fuoco caldo... ci sono!! Grigliata...... aaaaah... carne,bella,succosa,braciole di maiale,salsiccia,sarciccia,luganega o che dir si voglia!
Essia perdio! Braci,bronse,fiamme che le vedano dall'alto dei cieli e una distesa rosso fiammeggiante che faccia invidia all'inferno e a Satana stesso,bramante il sacrificio!
Le 23:00... è l'ora giusta... che le cose sempre a posto non mi piacciono.. però... il livello dell'olio e dell'aceto sono diseguali... chiaro... io l'aceto lo metto solo se balsamico quando mangio i campi da golf! Pazienza! Va bene,intingi la carne,spargi il sale,solo sulle salsicce,solo grosso,solo a caso,basta il gesto,quello fa il cuoco,il gesto,il rituale!
La musica,la musica...gli aromi... se vedeste... non c'è nessuno... per invidia,lo so,mi invidiate... aahahah! "Che soddisfazione... questo minestrone... tutto il vicinato,saprà... come vivo io,non lo so neanch'io,ma se me lo dicono... lo so!" (Citare Conte mi dà un senso come ... di lucidità!)
Sono io,sono sti funghi tagliati,già lavati.. è il prezzemolo che ci metto,l'acqua che verso,il suono del bollore,l'universo padella... scaldo pane di segale,sarà la solitudine.
E gli speakers sparano una bordata di Caterina Caselli,The Platters, The Clash... "should i stay or should i go now?"
Un taglio netto... ai marroni,di traverso alla castagna,faccio scendere il coltello,giro la carne,mi rigiro.... grandi caldarroste,vi bramo,dessert.... miraggi nel...
Il mio gatto,Mig,mi tende agguati... si alza come un canguro boxer e sventola zampate,poi fugge,salta come una capretta impazzita,la coda di un drago,mi sento come l'ispettore Clouseau attaccato dal fido Kato...

Nota: Ricordarsi di provare il cibo per gatti. (Sarà fatto solo con frattaglie,scarti animali,e conservanti,ma forse in realtà qualcosa di buono ce lo mettono!)

Tolgo il rancio dalla graticola,domo Mig con qualche bocconcino,apro la bottiglia,glup,glup,glup... il suono cade nel bicchiere e si spande dentro le mie orecchie,profuma tutto intorno,brindo a voi!
Addento e strappo,succhio e spolpo,ascolto le fauci,lo stomaco... "...mmmm mmmm mmmm mmmm...." Crash Test Dummies .... curioso.

Guardo i fantasmi sul monitor,mi faccio un caffè,poi controllerò la rotta,fa freddo stasera.

lunedì, ottobre 30, 2006

Ma che bella città!





Anche noi abbiamo il nostro Ground-Zero... potete notare le tubature stroncate e affioranti dalle rovine di cemento dell'immane sfacelo...
I liquami affioranti dal selciato,le fognature contorte....
Strutture piegate e arrugginite fra le macerie di cemento e plexliglass,e anche il

manufatto dissuasore per ogni automobilista e motociclista,situato nel mezzo di un grande rondò (vanno molto di moda i rondò,io ne farò uno in giardino per il traffico di gatti e ricci,ora ho solo un semaforo,che coordina il loro transito,ma mi adeguerò presto).
Lo chiamano il Frullatore,potete notare le sue lame vermiglie atte a triturare ogni incauto viandante,sono tinte dal colore rosso derivante dall'indefesso servizio. Come dimenticare poi il monolite che ci ricorda la vita,con la sua spaccatura anelata e rincorsa,eretto forse per ricordarci che il futuro migliore è possibile,o che siamo eretti,semplicemente,notando il simbolismo.....
Doveroso,alla fine... nelle immagini: Scultura moderna,turbina,dettagli di una piazza certamente fra le più stomachevoli d'Europa.